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| Tringali
- Casanuova, memoria storica di una famiglia di Castagneto
Carducci.. |
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| Le
fonti indicano che il nome della mia famiglia si lega
alla storia delle terre di Castagneto a partire dalla
prima metà del 1300, dove per la loro posizione
sociale e patrimoniale, i Casanuova assunsero un ruolo
di guida nel Comune. Il conte Ugo della Gherardesca, feudatario
nel 1639, redasse l'atto che inseriva la famiglia di Jacopo
Casanuova tra le 12 famiglie da cui potevano essere eletti
a sorteggio un console e un camarlingo, i quali amministravano
i beni della comunità. |
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| Lo
stemma della Famiglia è riportato nel "Libro
d'oro della Nobiltà" alla carta XXII del 1°
tomo, conservato presso il Regio Archivio di Stato di
Pisa. |
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Numerosi
sono gli atti dell'Archivio di Stato della Repubblica
di Pisa che danno notizie della famiglia Casanuova; da
questi si ricava che la loro provenienza ha origine a
Peccioli - dove recentemente io stesso ho potuto identificare
il Palazzo ancora oggi esistente - nel Castello di Casanuova
tra le colline pisane, ma furono importanti in Pisa, dove
già nel 1304 Bartolomeo di Bonanno Casanuova e
il fratello Simone ricoprirono la carica di Notaio degli
Anziani, così come Bindo Casanuova fu egli stesso
Anziano nel 1324. |
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Siamo
negli anni successivi alla battaglia della Meloria (1285),
quando Uguccione della Fagiola, dopo la vittoriosa campagna
condotta contro Lucca, fu ucciso per parte dei fautori
della fazione fiorentina della nobiltà pisana guidati
insieme ad altri, da Gaddo della Gherardesca.
Sempre
a Pisa, nel Chiostro di San Nicola, sotto le armi di
famiglia si legge: "Hoc est sepulcrum ser Ludovici
da Casanuova e sui heredi. Anno 1368"; si legge
anche che un nipote, Antonio, vestì l'abito di
Cavaliere di Santo Stefano e si stabilì a "Castagneto
nelle Maremme"…
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Molti
Casanuova nelle varie generazioni furono Cavalieri di
Santo Stefano, l'ordine cavalleresco che contribuì,
alla fine del 1500, alla trasformazione del paesaggio
toscano con la creazione di numerose fattorie nella pianura
toscana e in Val d'Elsa. La storia della famiglia è
così caratterizzata da cariche pubbliche e militari,
professioni liberali e agricoltura |
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Giovanni
Battista Casanuova, Cavaliere di Santo Stefano, si dimostrò
certamente un valoroso nella Battaglia di San Vincenzo
dei fiorentini contro i pisani, dipinta dal Vasari nella
"Vittoria dei Fiorentini contro i Pisani nella Battaglia
di San Vincenzo", tela conservata a Firenze nel "Salone
dei 500" in Palazzo Vecchio. La lapide del frontespizio
del Palazzo di Castagneto, riferisce che le sue gesta
contribuirono a far aumentare "l'arme gentilizia
della famiglia" (lo stemma familiare fu modificato
con l'aggiunta della torre). |
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In
seguito all'istituzione nel 1515 dell'anagrafe ecclesiastica,
resta a Castagneto l'albero genealogico dei Casanuova
nel quale spiccano le figure dell'alfiere Lorenzo Casanuova,
il quale nel 1660 ottenne in affitto i terreni della tenuta
di Castagneto da Lucrezia Capponi, vedova di Ugo della
Gherardesca. Questi terreni furono gestiti dai Casanuova
ancora fino al 1720, insieme ad altri della tenuta di
Segalari. |
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Uno
dei più curiosi canoni di affitto fu quello che
i Gherardesca fissarono nel 1628 ad Antonio e Lorenzo
Casanuova per la "casa di nove stanze colla metà
di un orto", la stessa in cui abito con la mia famiglia,
per "tre libbre l'anno di funghi prugnoli secchi"! |
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I
Casanuova furono tra le famiglie protagoniste di Castagneto
negli scenari che si andavano delineando: le riforme agrarie
avvenute sotto il Granducato di Pietro Leopoldo, con l'assegnazione
dei "livelli antichi" negli anni che vanno dal
1788 al 1794. Fortunio, Pietro Antonio e Francesco ebbero
in assegnazione più terreni cui si dedicarono attivamente
e, ampliando loro possedimenti, crearono più poderi:
nel 1700 l'alfiere Francesco Casanuova costruì
"La Casina". |
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Con
l'affermazione del sistema mezzadrie, allorché
Cosimo Ridolfi, fondatore della massima scuola agraria
toscana, nel primo numero del Giornale Agrario invitava
i proprietari terrieri a dedicarsi allo studio dell'agricoltura
e a instaurare con le loro aziende un rapporto attivo,
il Gonfaloniere Ranieri Casanuova, nel 1830 ottenne da
Guido Alberto della Gherardesca il "Podere del Piano",
divenuto poi " La Casa al Piano" e rimasto ai
discendenti della famiglia fino a me. |
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| La
storia delle proprietà dei Casanuova è documentata
da due Cabrei, l'uno del 1720 e l'altro del 1831, che
raccolgono le mappe dei terreni e delle dimore della famiglia.
Parlare dei Casanuova
che si sono succeduti dall'800, significa per me raccogliere
la memoria storica di mio padre Lorenzo: nell'anno 1820,
Agapito Casanuova fu Generale maggiore, Comandante supremo
delle Regie Truppe del Granducato di Toscana, Ranieri
Casanuova, bisnonno di mio padre, oltre ad essere Gonfaloniere
del Comune per nomina granducale, fu Comandante dei
Cavalleggeri della Costa (corpo volontario che difendeva
il confine marittimo sia dai pirati che dai clandestini,
con scopi sanitari), il mio prozio Lorenzo detto "il
Tenebroso", ingegnere e agrimensore, fu Giudice
conciliatore e amministratore di grandi proprietà,
tra cui quella dei Gherardesca, Guido Casanuova detto
"Guidino", dipinto come anarchico di estremo
rigore "dal cuore d'oro e dalle mani bucate"
suscitò la simpatia di Giosuè Carducci
per aver partecipato alla terza guerra d'Indipendenza
e a Castagneto fu l'amico per eccellenza del Poeta.
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I
legami della famiglia Casanuova con la terra di Castagneto
e con le sue vicende socio-politiche sono sempre stati
forti e vissuti con impegno fino al 900 quando, per ragioni
di successione, il nome dei Casanuova si trasformò
in Tringali-Casanuova. |
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Il
resto è storia recente, lascio ad altri il compito di
raccontarla.... |
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